Ultimo aggiornamento: mercoledì 15 gennaio 2014

 

 

Visita virtuale - E-02

 

Obice da 88/27

 

 

 

In Italia questo pezzo di artiglieria ebbe la denominazione di "Obice da 88/27" anche se, in realtà, essendo la bocca da fuoco caratterizzata da una lunghezza pari a 27 volte il calibro (appunto 88/27), si tratta di un pezzo "doppio uso", impiegabile cioè come cannone, a tiro diretto, e come obice, con una traiettoria curva, anche se la sua possibilità di alzo, limitata a 40°, non ne consentiva il tiro con il secondo arco.

          Il pezzo nacque in Inghilterra tra la prima e la seconda Guerra Mondiale, a seguito della ricerca di un pezzo che, senza eccedere in peso e dimensioni, avesse una potenza del colpo singolo superiore a quella del calibro 75 normalmente in uso ed una gittata sufficiente (granata da 11 Kg. e gittata massima di poco più di 12.000 metri).

          Tra le sue caratteristiche peculiari, oltre alla possibilità di modificare la potenza delle cariche di lancio a seconda delle prestazioni volute, c'è l'otturatore a scorrimento verticale ed il particolare affusto a coda unica che rendeva possibile la rotazione del pezzo anche da parte di un solo servente.

          Le ruote erano di tipo automobilistico, cioè con cerchioni metallici e gomme ed i serventi erano protetti da un adeguato scudo.

          Per i visitatori "artiglieri" o per i più appassionati di aspetti tecnici, è il caso di osservare che il freno di bocca a quattro fori laterali è stato installato sulla canna per poter imprimere ai proietti perforanti in uso controcarri la necessaria velocità iniziale.

          L'Esercito Italiano utilizzò per la prima volta l'obice da 88/27 in Africa, servendosi dei pezzi abbandonati a Tobruck dagli inglesi insieme a  un grande quantitativo di munizioni. L'obice da 88/27 entrò a far parte a pieno titolo delle artiglierie italiane nel Corpo Italiano di Liberazione di cui faceva parte il 3° Reggimento Alpini.

          Terminata la Seconda Guerra Mondiale, i pezzi da 88/27 disponibili furono impiegati nei gruppi di artiglieria divisionale del nuovo esercito ricostituito.

 

In primo piano un obice da 105/14, giunto al Museo nel mese di dicembre 2013 per fare buona compagnia all'obice da 88/27 che si vede parzialmente coperto.

 

Poiché sono entrambi puntati sul palazzo del Comune di Darfo, non vorremmo che il Signor Sindaco, o chi per lui, pensasse che ci vogliamo liberare del padrone di casa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

        

 

   

 

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