Ultimo aggiornamento: sabato 11 gennaio 2014

 

Visita virtuale - E-05

 

Forno campale ippotrainato Weiss - Modello 1901

 

(Feldbackofen modell 1901)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ecco il Forno campale ippotrainato Weiss - Modello 1901 esposto nel prato all'esterno del Museo, un po' nascosto tra il muro di cinta e la parete esterna della sala n. 2 del Museo, ma era l'unico punto dove poterlo sistemare protetto da una tettoia senza arrecare disturbo ai vicini. Il "forno" ha già subito un primo "restyling" da parte della carrozzeria "Fratelli Soardi" di Boario.

Ma vale la pena ricordare come è arrivato questo "oggetto misterioso" al Museo.

 

             Verso la fine del 2008, mi telefona l'incomprimibile ed inarrestabile Gino Mariolini per dirmi "guarda che hanno dato per il museo un carro stranissimo che non sappiamo che cosa sia per cui lo abbiamo fotografato e ti ho spedito le foto. Cerca di capirci qualche cosa tu e poi ci dici."

                   Il giorno dopo arriva la busta da Rogno (BG), dove il Gino ha la casa madre della "MAREN" e un cortile pieno di mezzi per lavori in terra e stradali; la apro con curiosità e mi trovo davanti quello che vi mostro adesso:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Abbiamo interpellato per primo il Sig. Tino Bellicini che ce lo aveva donato ma nemmeno lui sapeva bene di che cosa si trattasse anche se pensava ad una caldaia o ad un forno. Per quelle che erano le mie conoscenze, si trattava effettivamente di un oggetto misterioso che, in onore alla famosa scenetta di Walter Chiari, chiamammo subito "Sarchiapone". La canna fumaria ripiegata ed il fornello posteriore dove, verosimilmente, si doveva accendere un fuoco con legna o carbone o non so che facevano nascere qualche idea ma era troppo poco.

                 Alcune ricerche fatte su internet non hanno dato risultati (evidentemente non ho saputo impostare bene la ricerca) sicché ho pensato di coinvolgere un po' di amici con una mail contenente le foto ed il disegno fatto in fretta e furia sul posto, oltre ad un minimo di spiegazioni relative all'acquisizione del "Sarchiapone" da parte del Museo e sulla necessità di saperne un po' di più.

                    Dopo meno di 24 ore mi è arrivata una mail che sprizzava felicità da tutti i pori dall'amico e "cappellone" (era entrato in Accademia un anno dopo di me) Gen. Vito Bresadola, ora in pensione a Bologna. Questa mail si concludeva così:

"Ricercando su Google ho trovato il sito relativo al Museo della guerra bianca sull'Adamello al quale museo è stato donato un forno campale austriaco WEISS mod, 1901 (Feldbackhofen model 1901) del quale vi sono e le fotografie e la descrizione: E' QUELLO!!
Cari saluti e buon anno . Vittorio."

 

Ed ecco alcune sue caratteristiche:

          E' un forno campale, montato su un carro a quattro ruote da trainare con due pariglie di cavalli.

          Pesa complessivamente circa 1.600 Kg. ed è formato da un cilindro coibentato munito, sul lato posteriore, in basso di una bocca per il caricamento della caldaia e, più in alto, di cinque bocche di caricamento per le teglie del pane, oltre che di una canna fumaria ripiegabile.

          In 24 ore, con tre squadre composte ciascuna da 1 Sottufficiale e sette uomini, poteva produrre fino a 3.000 razioni di pane giornaliere.

          Il forno qui esposto è stato donato al Museo dal Sig. Tino Bellicini alla fine del 2008 ed è stato revisionato dalla Carrozzeria "Fratelli Soardi" di Boario. Porta le scritte di "5° Reggimento" ed "Edolo" e anche se di produzione antiquata e realizzato dagli Austriaci per la Prima Guerra Mondiale. E' entrato in dotazione ai nostri reparti alpini come preda bellica ed è stato utilizzato dai nostri reparti anche in Russia nella Seconda Guerra Mondiale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

        

 

   

 

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