Ultimo aggiornamento: giovedì 28 marzo 2013

 

 

NEWS   N.  1

 

 

16 e 17 marzo 2013

 

Inaugurazione del Museo ristrutturato

 

(Tutte le foto possono essere viste ingrandite cliccandoci sopra)

 

 

Si, è proprio vero: abbiamo inaugurato il Museo che adesso è di nuovo aperto e visitabile, almeno nel suo piano ammezzato, mentre per il piano superiore dovremo attendere ancora un po', solo perché dobbiamo riuscire a raccogliere i 100.000 euro necessari.

Ma andiamo in ordine.

Sabato 16 marzo.

Il Teatro San Filippo di Boario terme ha ospitato un bellissimo concerto del Coro e della Fanfara Vallecamonica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una serata entusiasmante, caratterizzata dalle piacevoli vocalità dei cantori del maestro Gheza e dagli entusiasmanti ottoni di Tino Savoldelli che ha fatto da degna premessa alla cerimonia del giorno successivo.

 

Domenica 17 marzo.

Già prima delle nove del mattino, bene in anticipo sull'orario della S. Messa, gli alpini della valle, e non solo quelli, hanno iniziato ad invadere pacificamente la piazzetta di Fucine tentando anche di effettuare una visita anticipata al Museo, strenuamente difeso da Silvano Manella e Attilio Bonomi che nei giorni precedenti lo avevano "tirato a specchio" per la visita delle importanti autorità previste.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A piazza gremita, sotto l'incubo di una possibile pioggia che poi in effetti è arrivata ma talmente leggera da non impensierire nessuno, sono arrivate le autorità tra cui Sua Eccellenza il Vescovo di Brescia, Mons. Luciano Monari, il Comandante delle Truppe Alpine, Gen.C.A. Alberto Primicerj oltre al Gen.B.CC. Giovanni Antolini ed al Sindaco di Darfo-Boario Terme, Dott. Ezio Mondini che ha egregiamente assolto il compito di padrone di casa. L'Associazione Nazionale Alpini era rappresentata da centinaia di penne nere, capeggiate da Giovanni Cappellini, Presidente della Sezione ANA Vallecamonica.

Ma, insieme alle tantissime penne nere c'era anche un folto numero di penne bianche che citerò brevemente (in ordine alfabetico), sicuro di dimenticarne più d'uno. Erano con noi i Generali Barberis, Celani, Chichi, Claudani, De Milato, Di Dato, Lava, Scozzaro, Segata, Tarquini, Todaro e Vivaldi, oltre al Magg. Colombo Delegato ANGET per la Lombardia, che ci ha aiutato non poco nella sistemazione e corretta denominazione degli apparati radio esposti nel Museo. Particolarmente gradita, in campo non militare, la presenza del Capo di Gabinetto del Prefetto di Brescia, dei due ex sindaci che hanno avviato e portato per mano la ristrutturazione - Dott. Pelamatti e Dott. Abondio - e la visita del Dott. Cavalli che, nel 2003, era Presidente della Provincia di Brescia ed aveva dato lustro all'inaugurazione di allora. Non posso citare tutti gli altri amici perché erano veramente tantissimi, ma uno si, non uno qualsiasi ma "quello", si, proprio lui: Gino Mariolini. Se oggi il nostro Museo è così ricco di reperti lo dobbiamo certamente a lui però adesso bisogna ammanettarlo e magari legarlo ad una sedia perché se continua a cercare altri materiali, mezzi, divise e così via, saremo costretti ad alzare il Museo di un altro piano.

 

Poi è stata la volta della S.Messa, celebrata da Mons. Monari con l'attento supporto del nostro Parroco Don Danilo. Peccato che la Chiesetta di Fucine sia così piccola da poter accogliere solo pochissimi labari e gagliardetti ed un quinto circa delle persone che erano presenti in piazza, che hanno tuttavia potuto seguire la Messa grazie all'impianto di diffusione sonora predisposto da Don Danilo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il programma è stato fedelmente rispettato per cui ci siamo inquadrati dietro la Fanfara Vallecamonica ed abbiamo percorso il brevissimo tratto che ci divideva dal Museo (praticamente la fanfara era già arrivata in posizione, seguita dal Gonfalone del Comune di Darfo-Boario Terme e dal folto gruppo di labari e gagliardetti, che finalmente iniziavano a muoversi le prime autorità, precedute dalla corona di alloro).

L'alzabandiera ha dato il via alla semplice cerimonia che il timore della pioggia, l'impianto di amplificazione esterno efficiente ma non per grandi distanze, e la maggior parte della gente assiepata sulla strada da dove poteva vedere ben poco di quello che accadeva sul piazzale all'ingresso del Museo ci hanno indotti a soprassedere ad ulteriori discorsi che avremmo potuto fare più tardi, nella sala ristorante dell'Hotel Sorriso.

Non abbiamo però rinunciato ad onorare i nostri caduti deponendo una corona di alloro davanti alla lapide dei caduti del "Bergamo" nè, tanto meno, alla Benedizione da parte del Vescovo di Brescia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo la benedizione è arrivato il momento del "taglio del nastro tricolore" affidato al Comandante delle Truppe Alpine. Subito dopo c'è stato l'assalto al Museo più che per il tentativo di ripararsi dalle poche gocce di pioggia che erano iniziate a cadere durante la deposizione della corona, soprattutto per la curiosità di vedere come si era trasformato il piano ammezzato del Museo con la ristrutturazione. Una dedica e la firma delle tre principali autorità sul libro d'onore del Museo inaugurato per l'occasione ha concluso, di fatto, la cerimonia anche se la giornata ha avuto il consueto finale davanti alla tavolata imbandita approntata dagli amici dell'Hotel Sorriso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nelle foto qui sopra, completati gli atti ufficiali con le tre firme sull'albo d'onore, ho potuto rendere merito ad alcuni amici per la loro costanza nel correre tutte le volte che lancio un appello, ma soprattutto alla pittrice Marina Tomasoni che, prendendo spunto da una piccola e vecchia fotografia, ha riprodotto in acrilico, sulla parete dedicata ai materiali da rocciatore, la vetta della Presanella ed il Bivacco Brigata Alpina "Orobica" con grande bravura.

Concludo questa news con poche foto del pranzo all'Hotel Sorriso. Un numero molto più grande di foto le potete vedere cliccando "QUI".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Non mi rimane che ringraziare le autorità religiose, civili e militari intervenute per il lustro che hanno portato all'evento ma soprattutto il Sindaco di Darfo-Boario Terme per la collaborazione che ci ha fornito sia personalmente sia grazie agli architetti Mauro Fontana e Michela Camossi oltre che con Riccardo Bonù.

Prezioso, come sempre, l'apporto della fanfara e del coro e il nostro grazie va a Mario Burlotti, a Savoldelli ed a Gheza.

Ma un grazie particolare lo devo assolutamente rivolgere a Silvano Manella e ad Attilio Bonomi più tutti i loro aiutanti alpini dei gruppi ANA di Fucine, Darfo-Boario Terme e Angone e soprattutto a Marta Manella con cui ho instaurato un efficientissimo scambio di posta elettronica, essenziale per mantenere uno stretto contatto con gli "operativi" sul posto, specie in occasione di eventi come quello cui è dedicata questa pagina.

 

 Chi volesse vedere un gran numero di foto scattate durante le due giornate può cliccare "QUI".